Mutando Riposa, che prende il titolo da un frammento di Eraclito, è uno di quegli spettacoli che nascono quasi “loro malgrado”, che possono lievitare nella direzione di una loro organicità, di un loro senso, oppure restare dei frammenti staccati senza riuscire
a diventare un'opera compiuta.
Due uomini (due fratelli?) si trovano in un giardino distrutto da una tempesta. L'uno, vissuto sempre nella grande casa adiacente vi entra per la prima volta; l'altro, che ne ha accudito e sorvegliato la natura e la storia come un giardiniere, guida l'altro a visitarlo.
Gli alberi, come antenati rinsecchiti dal tempo, sono i testimoni di questa visita che ha i colori ed i sapori di una fiaba rusticana.
La domanda che ci accompagna come protagonisti e come spettatori nel viaggio in questo giardino delle origini, è quella che ci facciamo attraversando quello, non sempre fiorito, della nostra vita. L'incontro con la morte ci fa supporre l'esistenza di un altro luogo in cui poter continuare. Ma dove? E, perché?
Mutando, attimo dopo attimo, nel corso di questa esistenza, riposiamo in una irrequieta attesa di un “oltre” a noi sconosciuto.
Roberto Bacci