Nato nel 1816 in una cornice da Decameron gotico, il racconto di Mary Shelley offre una perfetta occasione per addentrare il coltello nella carne viva. Impietosamente. Un'inchiesta sul labile confine che separa
la scienza dal territorio inesplorato dell'oltre. Negli ospedali si persiste con la frase “abbiamo fatto tutto
il possibile”. Appunto: quando si andrà oltre questo “possibile”? Quanto occorrerà ancora a Ulisse per varcare l'estrema Gibilterra, le Colonne d'Ercole del “Ti ho dato io la vita?”. Questa domanda è tutta
in Frankenstein. Umiliare la morte. Superare la barriera del limite. Rimuovendo il vizio d'origine: l'essere creatura. La partita a scacchi immaginata da Bergman trova adesso una rivoluzione inattesa: davanti
alla Morte il Cavaliere rovescia la scacchiera e si ribella ad ogni verdetto.
D'ora innanzi sarà l'Uomo stesso a dare la vita.