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15 - 19 aprile 2009 - Teatro Metastasio
Foto di Toni Servillo


Teatri Uniti / Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa
TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA

di
Carlo Goldoni
adattamento e regia Toni Servillo
scene Carlo Sala
costumi Ortensia De Francesco
disegno luci Pasquale Mari realizzato da Lucio Sabatino
suono
Daghi Rondanini
aiuto regia
Costanza Boccardi
con (in ordine di apparizione) Andrea Renzi, Francesco Paglino,
Rocco Giordano, Eva Cambiale, Fiorenzo Madonna,
Toni Servillo, Tommaso Ragno, Paolo Graziosi,
Anna Della Rosa, Chiara Baffi, Gigio Morra, Betti Pedrazzi,
Giulia Pica, Marco D'Amore, Mariella Lo Sardo


La Trilogia della villeggiatura di Goldoni è una sorta di “miniserie del Settecento”, per raccontare la triste educazione sentimentale di quattro giovani colti nel momento dei folli preparativi per le vacanze, poi nel turbinio di vicende che li travolge sul luogo della villeggiatura, infine nell'ora del ritorno in città. E'una vacanza dalla vita che si rivela essere nient'altro che il contenitore di tutto l'orrore, le noie e le isterie
della vita stessa.

“Ciò che conquista della Trilogia della Villeggiatura è la sua assoluta originalità, la sua perfetta architettura teatrale. Sotto i nostri occhi, nello svolgimento delle tre commedie, assistiamo, come se si trattasse di un romanzo, alla trasformazione dei personaggi in “persone” i cui destini, le cui emozioni, ci riguardano e ci toccano profondamente.
Questa trasformazione è visibile soprattutto in Giacinta, che sembra sottrarsi alla propria rappresentazione per rivolgersi, nei suoi monologhi, direttamente al pubblico, alla vita.
I preparativi per la villeggiatura, l'ansia per la partenza, il tempo disteso delle partite a carte, delle conversazioni estive, a cui seguono i silenzi malinconici del rientro in città, hanno una scansione temporale, un movimento emotivo, un migrare sentimentale fatto di attese e delusioni, di speranze e conflitti, di ottimismo ed infelicità.
I personaggi che via via incontriamo sembrano raccontarci un oggi animato dalla necessità di “esserci” piuttosto che di “essere”, da una ricerca ostinata e nevrotica della felicità, dall'incapacità di intravedere, all'orizzonte, novità che sostituiscano le abitudini.
Goldoni ci offre un'analisi lucida e cruda di questo mondo, che è anche il nostro. Un mondo in cui i sentimenti e i destini sono spesso trattati con fredda aridità, alla stregua di una partita doppia.”
Toni Servillo

 

 

 
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