
   |
|
|
20 - 24 aprile 2010 - Teatro Metastasio |
|
|

Teatro Biondo Stabile di Palermo
in collaborazione con Teatro Stabile di Catania
AMLETO
di William Shakespeare
traduzione Alessandro Serpieri
regia, scene e costumi Pietro Carriglio
musiche Matteo D’Amico
luci Gigi Saccomandi
con Luca Lazzareschi, Galatea Ranzi,
Luciano Roman, Nello Mascia
e Sergio Basile, Franco Barbero, Lorenzo Bartoli,
Domenico Bravo, Eva Drammis, Maurilio Giaffreda,
Marco Lorenzi, Luigi Mezzanotte, Paolo Musio,
Francesco Prestigiacomo, Jennifer Schittino,
Simone Toni, Oreste Valente
|
Fin dall’inizio della sua attività registica Pietro Carriglio ha dedicato un’attenzione particolare al teatro di Shakespeare. E non solo per la sua grandezza letteraria
e drammaturgica, ma anche perché costituisce la più complessa espressione di un’epoca di grandi stravolgimenti - per certi versi paragonabile alla nostra - dove si assiste al crollo di valori e certezze, dopo il trionfo del Rinascimento. Amleto, in particolare, è il simbolo della crisi dell’uomo moderno di fronte al destino e alle proprie responsabilità, ma è anche una esemplare metafora del teatro come visione del mondo.
"A dispetto dell'usura dei secoli - precisa Alessandro Serpieri - Amleto rinasce continuamente nella modernità di tutte le sue traduzioni, linguistiche e teatrali. Innumerevoli volte è stato rivisitato, rifatto, adattato, parodiato, integrato o miniaturizzato.
E sempre per cercare di afferrare il segreto di questo testo straordinario come se fosse
il proprio segreto. «Vorreste suonarmi, vorreste pretendere di conoscere le mie chiavi, vorreste strapparmi il cuore del mio mistero», dice Amleto a Guildenstern, uno dei due spioni, invitandolo a suonare un flauto, cosa di cui quello si dice incapace; e così prende
in giro lui e il suo compagno sottraendosi ancora una volta alla loro investigazione. Decontestualizzata, questa battuta potrebbe essere rivolta a tutti i suoi interpreti, incapaci comunque di esaurire l’intero senso di questa rappresentazione che sprofonda nell’abisso della stessa rappresentabilità del mondo…
…Con una magnifica compagnia di attori – continua Serpieri – Carriglio offre una lettura teatrale molto ampia, limpidamente fedele al testo e allo stesso tempo ricca di invenzioni funzionalizzate alla esplorazione di quel ‘mistero’ che Amleto rinserra nelle sue molteplici quinte".
|
|
|
| |
|
|