Il lettone Alvis Hermanis è unanimemente acclamato in tutta Europa come uno dei registi più innovativi ed interessanti della sua generazione. Vincitore di numerosi premi, tra cui, nel 2007, la IX edizione del Premio Europa Nuove Realtà Teatrali, il teatro di Hermanis
si colloca al confine ed è segnato fortemente da due tradizioni teatrali radicate
e chiaramente connotate nella loro diversità come quella russa e quella tedesca da cui deriva quella che lo stesso Hermanis ha definito ‘una chimica abbastanza incredibile’.
Nato a metà degli anni Sessanta, e direttore del Teatro di Riga da oltre un decennio, Hermanis cresce a cavallo di due epoche, tra il declino e la caduta dell’Impero Sovietico
e la rapidissima transizione che ha portato il suo Paese a diventare parte dell’Unione Europea, e ne segna fortemente la ricerca scenica. Il lavoro registico di Hermanis si connota per l’ascolto preciso che egli riserva agli attori con cui lavora - che spesso sono anche coautori - attenzione che probabilmente origina nella sua formazione di attore.
Le signorine di Wilko, rappresenta per Hermanis la preziosa occasione di confrontarsi per la prima volta con attori italiani. Sergio Romano incarnerà l’unico personaggio maschile dello spettacolo, mentre saranno Laura Marinoni, Patrizia Punzo, Elena Arvigo, Irene Petris, Fabrizia Sacchi e Alice Torriani a dare corpo alle sei sorelle del romanzo di Iwaszkiewicz
il cui adattamento scenico è stato curato dal regista stesso. Abituato infatti a spaziare nella scelta dei testi da mettere in scena dal genere classico al contemporaneo, così come dalla forma romanzo a quella del racconto, scegliendo in questa occasione di confrontarsi con un romanzo breve, Hermanis conferma la linea libera e coraggiosa che segna le intenzioni e le ragioni dei suoi progetti. Le signorine di Wilko riserva un’attenzione particolare ai temi del ricordo e della memoria, temi cari ad Hermanis, che, nella sua lettura scenica,
ne ambienta gli accadimenti negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Le signorine di Wilko è una magistrale riflessione sul tempo che, inesorabile, scorre. Ne è protagonista Wiktor Ruben, uomo di mezza età che, colpito da un grave lutto viene consigliato dal medico di prendersi un periodo di riposo e decide di recarsi
nel villaggio di Wilko dove, in gioventù, era solito trascorrere il periodo estivo.
Qui, come in un viaggio a ritroso nel tempo dal vago sapore proustiano, Wiktor reincontrerà cinque sorelle conosciute in gioventù, le signorine di Wilko appunto, cui lo legano numerosi ricordi: era stato fidanzato con una di loro, ora scomparsa, ed era stato l’istitutore
della maggiore. Il loro inatteso ritrovarsi sconvolgerà il già delicato equilibrio emotivo
delle sorelle, ormai adulte, nel lento scorrere delle lunghe e calde giornate estive.