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10 - 14 febbraio 2010 - Fabbricone
Foto di scena


Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse /
Festival della Scienza
CANDIDO
Viaggio tragicomico nel migliore dei mondi possibili

250 anni (1759-2009) dalla pubblicazione di "Candido o dell’ottimismo" di Voltaire
adattamento teatrale di
Tonino Conte e Emanuele Conte
dal romanzo "
Candido o dell’ottimismo" di Voltaire
regia
Emanuele Conte
scene e costumi
Paola Ratto e Bruno Cereseto
tratti dai bozzetti
Emanuele Luzzati
con
Enrico Campanati, Pietro Fabbri, Bruno Cereseto,
Silvia Bottini, Claudio del Toro, Luca Ferri,
Sara Nomellini, Lupo Misrachi

 

Candido - Viaggio tragicomico nel migliore dei mondi possibili chiude la serie di appuntamenti che nel 2008 il ‘Teatro dell’Ubu’ ha voluto dedicare a Emanuele Luzzati, scomparso nel gennaio 2007. La messa in scena, aderente all’atmosfera letteraria del romanzo di Voltaire, stigmatizza la pretesa leibniziana di vivere nel ‘migliore dei mondi possibili’. Un finale drammatico, in contrasto con i toni sempre ironici e giocosi della prima parte della storia, rivela il lato nascosto dell’ottimismo di Candido, svelando una drammaticità che forse va oltre le conclusioni già non proprio ottimiste dello scrittore francese e che porterà Candido ad una definitiva, dolorosa presa di coscienza.

“Proprio superati i settant’anni Voltaire scrive Candido, il suo romanzo più importante. Ad una prima lettura, come molti, sono caduto nella tentazione di interpretare il finale dell’opera come un ritorno alla semplicità anche perché è risaputo l’interesse di Voltaire, nell’età più matura (in gioventù fu animato da ben altro spirito!), per la discipline filosofiche orientali connesse all’ascetismo e per l’appunto alla vita semplice. Ma lavorando sul romanzo per trarne un testo teatrale credo di aver capito che forse si tratta più di rassegnazione legata all’avanzare dell’età, che spezza i sogni e ci riconduce sì a ritirarci nel nostro orto, ma non un orto sereno e bucolico, piuttosto un giardino d’alberi ormai sfioriti in pieno autunno. Così, mentre quasi l’intera messa in scena gode di un’atmosfera più ironica e lieve, il finale si svolge in una Venezia surreale e drammatica: Candido abbandona il suo filosofico peregrinare per il mondo, alla ricerca del migliore dei mondi possibili, accontentandosi di un amore ormai sfiorito e di una compagnia di amici che sembrano gli spettri di loro stessi. È impossibile raccontare tutti gli avvenimenti che si susseguono nel romanzo Candido o dell’ottimismo, non potrebbe mai bastare una sola serata a teatro, forse si potrebbe pensare a una storia a puntate, chissà magari in futuro… il teatro però attingendo dalla letteratura ha l’occasione di proporre nuove prospettive in una sintesi sostenuta dalla componente visiva…” (Emanuele Conte)

 

 

 
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