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3 -7 febbraio 2010 - Teatro Metastasio |
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Fondazione del Teatro Stabile di Torino /
Fondazione Teatro Regionale Alessandrino
ZIO VANJA
di Anton Cechov
adattamento originale di Gabriele Vacis e Federico Perrone
regia Gabriele Vacis
composizione scene, costumi, luci e scenofonia Roberto Tarasco
con Eugenio Allegri, Laura Curino, Paolo Devecchi,
Michele Di Mauro, Lucilla Giagnoni, Davide Gozzi,
Alessandro Marchetti, Laura Panti, Francesca Porrini
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Dopo il successo di R&JLinks, spettacolo nato da intuizioni e suggestioni tratte dal Romeo e Giulietta di William Shakespeare, Gabriele Vacis sceglie di dedicarsi ad un altro grande drammaturgo, Anton Cechov, portando in scena Zio Vanja.
Sviluppando i temi della delusione e della rassegnazione, il testo porta con sé i tratti distintivi dell’opera dell’autore: Vanja si occupa della proprietà agricola di Sonja, sua nipote, figlia della sorella defunta e di Serebrjakòv che ne percepisce i redditi. La serenità di Vanja è interrotta dalla volontà di Serebrjakòv di vendere la terra e tra i due uomini si manifesta una forte rivalità. Vanja tenta così di uccidere, senza successo, Serebrjakòv il quale lascia
al cognato il compito di far prosperare le terre continuando, però, a garantirgli una rendita.
Zio Vanja tocca le corde più profonde di ciascuno di noi: ogni personaggio, ad un certo punto, dice la ‘verità’ su se stesso e quando non è lui a dirla, quella ‘verità’ è pronunciata
da un altro. Ma questi personaggi in realtà non riescono a procedere oltre la pura esternazione, trascinati nell’ovvietà della propria esistenza: la consuetudine del tè, la vodka, la musica, la convenzione del ricevimento, il tempo del riposo... E quando un barlume
di azione si concretizza, sbagliano il bersaglio. Quella degli uomini e delle donne che popolano il piccolo mondo cechoviano è una coscienza apparentemente inutile, disillusa, inane ma non inconsapevole. Cechov registra la mutazione di un’epoca, senza dare
ai propri personaggi la possibilità di parteciparvi.
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