Romeo e Giulietta, una delle grandi tragedie di Shakespeare, è l’archetipo dell’amore innocente e impossibile, destinato, nella sua incapacità di mediazione, a perdere
la battaglia che suo malgrado intraprende contro codici e regole, nel tentativo assoluto
di affermare se stesso.
Il testo si è fatto mito collettivo e popolare di una inesauribile ricchezza di significati
e di rimandi. Affrontare questo testo significa, per il regista e gli attori, fare i conti non solo con il testo shakesperiano ma anche con tutti i racconti (teatrali e non), gli spettacoli,
le interpretazioni critiche, i film, le musiche che il mito dei due amanti ha prodotto.
Ma la storia di Romeo e di Giulietta non è solo celebrazione dell’incontro tra Amore
e Morte: è anche storia sociale di faide, di duelli e di violenza fisica e verbale.
E’ teatro della realtà declinato in modo stupefacente e vitale; è teatro della memoria; è teatro dell’interiorità; è commedia dell’amore.
A combattere la dura battaglia contro il mondo è l’adolescente Giulietta, atipica eroina che elude i codici di comportamento sclerotizzati alla ricerca di una verità che travolge lei
e il suo amore e la immerge in una morte assurda e inaccettabile.
Romeo e Giulietta è insieme tragedia e commedia, mette insieme un registro drammatico
e uno comico: si presta così ad essere terreno di lavoro per attori giovani che in questo spettacolo si incontrano e ‘si parlano’ con attori più vecchi, scambiando esperienze recitative e modi creativi.
A dieci anni di distanza da Scene di Amleto un nuovo testo shakesperiano diviene il luogo del sogno di regista e attori, attraverso il quale sperimentare la ricerca di nuove forme
di comunicazione tra attori e spettatore. E il Laboratorio di Prato conclude il suo triennio
di lavoro con questo spettacolo: nella parola della realtà.